Tunisia la protesta anti alcool si allarga

La tunisia è un grosso produttore ed esportatore di vino (che è pure buono), ma nonostante questo il collegio degli imam tunisini chiede al governo di chiudere tutti i luoghi dove si smercia alcool e vuole chiudere anche tutte le discoteche perche luogo di corruzione dei giovani. Le cose stanno velocemente precipitando e sono gia avvenuti altri scontri di massa dopo el jem anche a sfax.

Soldato francese morto in scontri in Mali

mali e la francia

Un soldato francese dell'operazione Barkhane è stato ucciso in Mali dopo uno scontro con militanti armati, cio mette in evidenza l'instabilità nello stato dell'Africa occidentale, che è vulnerabile agli attacchi da parte di gruppi jihadisti.
La regione del Sahel con la sua enorme distesa desertica è sede di diversi gruppi jihadisti. L'area ha visto diversi attacchi armati contro obiettivi all'interno vicino Burkina Faso e Costa d'Avorio lo scorso anno.

Malaria la profilassi tradizionale è inutile

La cura preventiva per la malaria, per i turisti che frequentano il Kenya, è ormai superata.
Le importanti conquiste scientifiche che il Kenya per primo ha sperimentato, più di dieci anni fa, stanno dando i loro frutti con numeri che premiano la costanza della sanità nazionale e la spinta decisiva dei ricercatori e di luminari come l'italiano Mauro Saio, da più di vent'anni impegnato su questo fronte.

Mine marocchine

mine a smara morocco

Nei territori del ex sahara spagnolo ora in mano al marocco, dopo le recenti alluvioni sono venute alla luce numerose mine nei pressi della città di Smara. Si notano bene perche non sono nella posizione canonica ma l'onda di piena le ha trascinate e posizionate qua e la in modo caotico e in posizione verticale. Quindi occhio a non uscire dalle tracce ^_^

Italia fabbrica di schiavi

In Italia si lavora tanto, addirittura troppo. Non parliamo di distribuzione del lavoro, ma di orario, perché se da un lato ci sono i disoccupati e i lavoratori part-time, dall’altra ci sono schiere di professionisti, per lo più specializzati - ma anche giovani al primo impiego - che non tornano a casa prima di 12 ore. Ed è solo la media. E’ quanto emerge da un’inchiesta del Corriere della Sera, secondo cui il motivo è da ricercare ancora una volta nella crisi economica che ha portato a un brusco taglio delle risorse.

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