Falcone fu ammazzato prima dai colleghi

falcone

Prima ci furono le gelosie e rivalità di colleghi ‘corvi’ che su su, fino al Csm, bloccarono la carriera di Falcone. Al punto di suscitare lo sdegno di Cossiga e lo sconcerto delle autorità americane che, osservavano, «i magistrati siciliani perdono più tempo a farsi la guerra tra di loro che a contrastare la mafia».

Negli ultimi giorni della sua vita Falcone fu isolato, denigrato. A Roma fu oggetto di attacchi ancora più infami. Ci sono molti documenti che raccontano chi era Falcone, il suo metodo investigativo, la sua probità di uomo e di giudice e, all’opposto, la faziosità, la non professionalità e l’ignoranza giuridica dei suoi detrattori.

Qualcuno citò nomi e cognomi dei suoi oppositori interni che alla sua morte rivelarono la loro vera natura di falsi e ipocriti: «Tu, Mario Almerighi, definisti Falcone ‘un nemico politico’ e voi del Csm lo accusaste di essersi ‘venduto’ al governo e al ministro Martelli. «Se pensate che Falcone non era più libero e indipendente perché andate ai suoi funerali? Colombo, D’Ambrosio, perché andate ai suoi funerali? Nando Dalla Chiesa e Orlando, voi non potete andare ai suoi funerali».

Era un Falcone isolato, denigrato, paralizzato