Algeria in pericolo

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Nuove alleanze jihadiste in Nord Africa: cosa rischia l’Algeria
A due mesi dalle elezioni legislative tensione nel Paese dopo l’ultimo attentato a Costantina rivendicato dallo Stato Islamico. Minacce anche da sud, dove attorno a Mokhtar Belmokhtar sono pronti a coalizzarsi diversi gruppi operativi nel Sahel
di Manuel Godano

Le incertezze sulle condizioni di salute del presidente Abdelaziz Boutflika e la lotta intestina nel partito di governo, il Fronte di Liberazione Nazionale (FNL), per la sua successione, stanno esponendo l’Algeria a un forte rischio di destabilizzazione interna.

Lo dimostra l’ultimo attentato avvenuto lo scorso 26 febbraio a Costantina, la terza maggiore città del Paese situata a est, rivendicato da ISIS attraverso la sua agenzia di stampa Amaq. Un attentatore suicida con addosso una cintura esplosiva si è fatto saltare in aria all’esterno di una stazione di polizia a Bab El Kantara ferendo due agenti in modo lieve. Subito dopo due uomini armati hanno aperto il fuoco senza però causare feriti, dandosi poi alla fuga. Il bilancio poteva essere molto più tragico, ma si tratta di un campanello d’allarme per il governo e i vertici della sicurezza algerina a due mesi dalle elezioni politiche in programma a maggio.

Le autorità di Algeri temono l’infiltrazione di jihadisti in fuga da Sirte e dagli altri territori persi dallo Stato Islamico negli ultimi mesi in Libia. Ma i problemi potrebbero arrivare anche da sud. Secondo quanto riferito dalle emittenti Algérie 24 e Ennahar TV, quattro tra i principali gruppi terroristici che imperversano nel Sahel sarebbero in procinto di allearsi in una nuova coalizione denominata Jamaat Ansar al Islam, ovvero Gruppo dei difensori dell’Islam. Si tratterebbe di AQIM (Al Qaeda nel Maghreb Islamico), Ansar Eddine, Al-Mourabitoune e il gruppo salafita Fronte di Liberazione di Macina.

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